Lo Stemma di Bologna
Lo stemma di Bologna è formato da quattro sezioni, la prima e la quarta fanno riferimento al Comune, la seconda e la terza al Popolo. Lo Scudo del Comune ha lo sfondo bianco e come emblema una croce rossa; inoltre ha una parte superiore di colore azzurro che contiene tre gigli d’oro di Francia posti fra i quattro pendenti di un "lambello" rosso. Lo Scudo del Popolo ha lo sfondo azzurro e come emblema il motto «Libertas» a lettere d'oro. L' origine dello Scudo del Comune risale forse al 1097, riferimento ad una bandiera portata dai crociati bolognesi, mentre la parte azzurra fu aggiunta nel 1266 per concessione del re di Francia. La storia dice che lo Scudo del Popolo sia entrato nello stemma nel 1376 dopo il dono di una bandiera azzurra con il motto «Libertas» per conto dei fiorentini ai bolognesi. La testa del leone che regge lo Stemma riporta al significato del dono, proprio appunto di un leone, fatto dal marchese Obizzo d'Este a Bologna nel 1293 e mantenuto a spese del popolo.
Palazzo Re Enzo
Il Palazzo di epoca medievale prende il nome da Enzo, re di Sardegna e figliastro di Federico II. Il re fu fatto prigioniero nel palazzo durante la battaglia di Fossalta nel 1249. Rimase prigioniero fino alla sua morte nel 1272. Molte sono le leggende legate a questa prigionia: una delle più note è quella del padre che offrì ai Bolognesi tanto oro da poter coprire le mura della città; oppure il mito di un figlio, nato dagli amori con Lucia Viadagola, che Enzo aveva l’abitudine di salutare dalla finestra con le parole “Anima mia, ben ti voglio”, segnando così la nascita della famosa famiglia.
Bologna e la Radio
La città diede i natali a Guglielmo Marconi, l’inventore della radio. Inoltre nel 1974 a Bologna nacque anche la prima radio libera della storia italiana. Questo fu un momento molto importante nella storia del costume dell’Italia; la radio infatti diventò voce di una cultura alternativa, di inchieste giornalistiche controcorrente e della musica pop e rock che proprio allora iniziò a diffondersi.
“...e poi ci troveremo come le star a bere del whisky al Roxy Bar...”
Il Roxy Bar, quello originale, quello di Vita Spericolata di Vasco Rossi,si trova proprio a Bologna , in pieno centro, quasi sotto alle Due Torri.
Merita una sosta, oltre che per un caffé, anche solo per vedere se è come lo si immagina dalle parole della canzone. L'antibagno è caratterizzato da una miriade di scritte che dagli anni 80 ad oggi esaltano Vasco e la sue canzoni.
San Luca e i Bolognesi
Per chi è di Bologna, oltre al profondo valore spirituale, questo luogo ha una valenza simbolica e affettiva molto forte. Infatti, quando si rientra in città dopo essere stati via per qualche giorno,dall'autostrada è possibile vedere il santuario in lontananza,che domina il paesaggio dal Colle della Guardia. É non appena si intravede San Luca che già ci si sente di nuovo a casa, a Bologna. E infatti anche Lucio Dalla, noto cantautore Bolognese ha evidenziato questo scorcio legato a questa sensazione nell'inizio della sua canzone “Dark Bologna”.
“Lungo l’autostrada da lontano ti vedrò
ecco là le luci di San Luca”
Il Tortellino
Per chi ha un po’ di fantasia il tortellino ricorda un ombelico; è un tipo di pasta ripiena di cui i bolognesi vantano il primato e per questo motivo hanno formato un “Ordine dei Tortellini”, addetto a conservarne nel tempo la ricetta.
Fare i tortellini non è semplice, è necessario conoscere le ricette della pasta sfoglia e del ripieno.
Secondo la ricetta più antica per fare la sfoglia è necessario disporre su un tagliere della farina bianca di grano tenero. Si predispone la farina in forma circolare creando al centro uno spazio dove all’interno del quale si rompono le uova. Un etto di farina per ogni uovo. L’impasto dovrà risultare morbido ed elastico, non troppo tenero. Non va mai aggiunta acqua. Per impastare, rompere le uova nello spazio creato al centro, sbattendole con una forchetta. Lavorare per 15 – 20 minuti rigorosamente a mano finché l’impasto non sarà liscio ed elastico.
Il segreto di una buona sfoglia sta tutto in questa fase di lavorazione. La sfoglia andrà quindi “tirata” (stesa) - come vuole la tradizione – con un “matterello” di spessore variabile, a seconda del tipo di pasta che si vuole preparare.
Per il ripieno invece: lombo di maiale gr 100, prosciutto crudo gr 100, Mortadella Bologna IGP gr 100, parmigiano gr 150, 1 uovo, noce moscata .(La dose di formaggio parmigiano gr 150 è valida se il formaggio ha una stagionatura di almeno 3 anni. Preparazione: cuocere il lombo a fuoco lento con un po' di burro e una foglia di alloro; a cottura ultimata togliere dal tegame il lombo e tritarlo molto finemente, insieme al prosciutto ed alla mortadella. Impastare il tutto con il parmigiano, l'uovo e un pizzico di noce moscata. Mescolare l'impasto fino ad ottenere un composto bene amalgamato e lasciarlo riposare per almeno ventiquattro ore prima di utilizzarlo. Per gustare un buon tortellino è indispensabile avere, inoltre, un ottimo brodo di carne.
Una giornata per imparare le ricette della cucina bolognese |